I cattivi consigli dati e ricevuti che rovinano la vita di coppia e causano crisi profonde

Le riflessioni di una terapeuta di coppia sui falsi miti (da sfatare) che avvelenano le relazioni

Davanti a un problema di coppia, hanno tutti un consiglio pronto o una soluzione magica a parole, ma spesso deludente nei fatti. A questo si aggiunge l’esistenza di molti stereotipi sulla vita di coppia, su come questa dovrebbe essere, su quali segnali dovremo cogliere al volo, su quanti rapporti sarebbe bene avere, e soprattutto su cosa fare quando c’è qualche difficoltà.

Questi stereotipi partono da idee perfette su come le cose dovrebbero andare: persino nei libri di self help ci sono molti consigli di buon senso, ma una parte di questi non sono altro che “miti” che non hanno molta attinenza con quello che avviene nella vita reale tra due persone.

Ma non è questo l’aspetto più pericoloso degli stereotipi sulle coppie: questi miti si attivano davanti ai problemi, solitamente peggiorando la qualità della vita di coppia anziché migliorarla, perché tendono ad irrigidire le aspettative verso il partner.

Quali sono questi stereotipi su come dovrebbe essere la nostra vita di coppia?

Comunicare risolve i problemi = ma per carità! Si presume che costringendo i partner ad ascoltarsi questo li porti a risolvere il loro problema, ma non è così. Già dal 1999 Gottman (colui che ha inventato il concetto di intelligenza emotiva) aveva scoperto, grazie a una ricerca estesa e di lunga durata, come le coppie che stavano insieme di più non erano quelle che si dicevano tutto o che continuavano a discutere fino a raggiungere un accordo. Parlare tanto e in modo approfondito, mostrare le proprie ragioni e le differenze importanti di opinione, non sono in grado di determinare la durata o il fallimento di una storia. Senza considerare che in una coppia felice spesso i sentimenti più profondi rimangono inespressi: i partner che privilegiano momenti per “sbollire” alle recriminazioni ottengono risultati migliori rispetto al prolungamento della comunicazione.

Perché questo? Perché nelle liti le critiche e le espressioni di disprezzo sono sproporzionate rispetto alle manifestazioni di stima e tenerezza che invece risultano più incisive quando poi si tirano le fila nel confronto tra le coppie che stanno insieme e quelle che si sfasciano. La ricerca di Gottman aveva messo in luce come il 70% dei conflitti di coppia non è risolvibile e riguarda problemi permanenti che non cambiano con l’andare delle discussioni, pensiamo ai grandi temi su cui si centrano i conflitti, ad esempio il rapporto con le famiglie di origine, il rapporto con il denaro o la richiesta di attenzioni. Anche il noto “ascolto attivo” sarebbe poco efficace sul lungo periodo: e questa enfasi sulla comunicazione di coppia degli ultimi decenni non ha comunque sortito gli effetti sperati. Nelle infedeltà infatti, quello che i partner cercano non è tanto la sessualità quanto la ricerca di amicizia, appoggio, affetto e interessi, cioè quello che in una relazione stabile ci si aspetterebbe dal dialogo.

Il sesso è il termometro dell’amore. Il sesso gode di pessima fama nelle unioni stabili. Oltre a una percentuale enorme di matrimoni bianchi (dove i partner non hanno rapporti intimi), ci sono molte donne e uomini che riportano crescenti disfunzioni sessuali. Questo non significa però che la relazione venga messa in discussione o che le difficoltà sessuali siano lo specchio del benessere di coppia. La sessualità risente infatti di una serie di variabili che non hanno solo a che fare con il legame, ma anche con aspetti personali, corporei, culturali: per questo il sesso non può essere considerato l’unica cartina di tornasole per la coppia. Non dimentichiamo inoltre che il ciclo della vita di coppia è fatta di avvicinamenti, allontanamenti e nuovi ricongiungimenti, dove anche il sesso risente di questi cicli.

In altri termini, sebbene una buona sessualità in quantità e qualità sia un aspetto sano e appagante della vita di coppia, non dimentichiamo che la sua mancanza non solo non dipende da quanto ci si ama, ma l’assenza diventa un problema solo se è percepita tale dai partner. Non ci sono criteri oggettivi sul buon sesso, sono i partner che definiscono quando per loro, soggettivamente, c’è un problema.

Bisogna prendersi i propri spazi. Il bisogno di coltivare i propri hobby, amici, sport senza il partner è un modo anche per arricchire la propria coppia, stimolare il desiderio e rimanere in contatto con i propri interessi. Attenzione però che noi siamo già soli al lavoro, in auto o in treno mentre ci rechiamo al lavoro, mentre facciamo la spesa, mentre siamo in fila per le commissioni, in palestra e così via. Ritagliarsi momenti da soli è quindi sano quando ci fa coltivare i nostri ruoli oltre a quello di moglie o madre o lavoratrice, oppure è molto utile quando se ne sente l’esigenza perché si ha un desiderio o un bisogno, insomma quando alla base c’è una sensazione piacevole e autentica nel voler fare qualcosa con le proprie energie. Quando invece i momenti extra solo per sé diventano un modo per stare fuori casa o senza il partner, per favorire le occasioni di incontro, per riempire la solitudine, oppure quando viene fatto per essere simmetrici con il partner che sembra essere molto più impegnato di noi, allora il rischio è di coltivarsi uno spazio parallelo e alternativo che non viene condiviso ma che diviene fonte di distacco.

Ti deve venire naturale. Il mito del naturalismo, del deve venirgli spontaneo fare questo deve venire naturale andare d’accordo è una frottola. Come per tutte le altre relazioni, ad esempio quelle tra amiche o sorelle, anche nella relazione con il partner serve cura, attenzione e impegno. Andare sempre d’accordo richiede sacrifici e sforzo, non è vero che se c’è un grosso sentimento o si è fatti l’uno per l’altra allora sarà tutto spontaneo e automatico. Nel conoscersi, mettersi nei panni dell’altro, smussare qualche angolo, andare oltre una lite c’è ben poco di automatico, ma questo non deve essere vissuto negativamente: un amore ha bisogno di cura e comportamenti attivi di piccole attenzioni.

Lui è cambiato, niente è più come prima. Ma grazie al cielo! Si sente spesso dire con delusione che il partner è cambiato, e con lui le sue aspettative e i suoi comportamenti. Ma se non cambiassimo significherebbe che come persone non ci stiamo evolvendo. Avere gli stessi bisogni o desideri di 10 o 20 anni sarebbe singolare, soprattutto se abbiamo invece una vita, una famiglia, un carattere in evoluzione e lo stesso vale per il partner. La sfida vera è cambiare insieme: tenersi in contatto oltre i primi motivi per cui ci siamo innamorati. Cambiare insieme andando oltre l’aggancio inconscio iniziale che ci ha stretto.

In conclusione è bene sottolineare come i ménage di coppia siano i più vari, strani e complessi di quanto possiamo umanamente immaginare. Ci sono coppie che costruiscono il loro stare insieme per un’intera vita senza mai condividere nulla economicamente (casa, conti, bollette..), cosa che per altri sarebbe impensabile. Allo stesso tempo ci sono coppie apparentemente male assortite dove però il partner è in grado di rispondere ai bisogni più profondi. Questo per sottolineare come i miti di coppia sono utili nella misura in cui ci aiutano a capire come stiamo o possono farci sentire meglio, ma vanno presi con cautela perché sono chiavi di lettura e non verità assolute.

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